Quella che normalmente chiamiamo “cellulite” e della quale spesso consideriamo il solo aspetto estetico, è un vero e proprio processo multifattoriale con diverse concause e segni, che inficia anche la funzionalità dei tessuti. Il suo nome scientifico è panniculopatia edematofibrosclerotica.
Dove ha origine la cellulite
La cellulite si sviluppa a livello dell’ipoderma, in cui alterazioni del microcircolo compromettono le funzioni metaboliche; questa compromissione comporta l’aumento delle dimensioni degli adipociti e il ristagno di liquido negli spazi extracellulari (la famigerata “ritenzione idrica”).
Tipologie di cellulite
La cellulite ha caratteristiche strutturali differenti a seconda di età, sesso, tipo di alimentazione, pannello ormonale e altri fattori e viene solitamente distinta in 3 macrotipologie:
- cellulite compatta, che può essere dolente, con cute ruvida e spesso fredda;
- cellulite molle, che presenta fluttuazioni al movimento, spesso in persone che hanno subito variazioni di peso incontrollate;
- cellulite edematosa, sempre associata alla compatta, con evidenza di ristagno di liquidi nei tessuti, dolente alla palpazione, presenta spesso marezzature.
I vari stadi della cellulite
Possiamo suddividere questo fenomeno degenerativo in 4 stadi, in base a elementi estetici e funzionali:
I stadio: alterazione del microcircolo e degli adipociti, con spargimento di trigliceridi nel tessuto circostante;
II stadio: aumento dei sintomi del I stadio, con minor elasticità della cute e perdita di morbidezza;
III stadio: la degenerazione sarà così avanzata da formare raggruppamenti, noduli e fibrosità che incapsuleranno adipociti e microcircolo, che progressivamente perderà ancora maggior funzionalità;
IV stadio: la fibrosi sarà tale da raggiungere e ancorarsi anche ai fasci muscolari, si creeranno macronoduli e il tessuto potrà anche risultare dolente al tatto o al riposo.
Le cause della cellulite
Le cause sono molteplici: fattori genetici ereditari, ormonali (ovarici, ipofisari, tiroidei), sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo, malattie epatiche, ritenzione idrica, alterazioni del microcircolo, stress, attività fisica esagerata e non controllata, capi di vestiario eccessivamente aderenti che creino alterazioni di circolo, uso di calzature con tacco troppo alto o suola completamente piatta, alterazioni posturali.
Come combattere e ridurre la cellulite con trattamenti e medicina estetica
I trattamenti che suggeriamo per limitarne la progressione e migliorare l’aspetto estetico e funzionale sono molteplici:
- una corretta alimentazione, in quanto correggere i messaggi biochimici del nostro organismo è prioritario nonché di supporto per qualsiasi trattamento medicale;
- la carbossiterapia, che contribuisce a migliorare la stasi venosa per azione positiva sul microcircolo, incrementa il drenaggio linfatico, l’elasticità cutanea (riducendo quindi l’aspetto a buccia d’arancia o a materasso), riduce l’adiposità distrettuale;
- il massaggio linfodrenante, che stimola la circolazione sanguigna nelle aree interessate, oltre a contribuire allo smaltimento dei liquidi extracellulari in eccesso;
- la mesoterapia drenante e lipolitica, che aumenta gli effetti benefici degli altri trattamenti a livello di microcircolo, drenaggio e riduzione degli adipociti;
- la radiofrequenza medicale, che migliora l’aspetto del tessuto e rende meno evidenti i noduli e gli agglomerati di adipociti fibrotizzati.
L’importanza della visita preliminare
I trattamenti più indicati si prescrivono dopo un’attenta valutazione clinica del singolo caso, che permette di definire tipologia e stadio della cellulite. Grazie all’anamnesi del* paziente, si individuano le abitudini alimentari e si traccia un profilo puntuale, definendo in dettaglio il piano di trattamenti.
Si consiglia sempre di eseguire cicli di mantenimento dei trattamenti eseguiti, per continuare a stimolare positivamente il microcircolo e non perdere, nel tempo, il risultato ottenuto.
Dott.ssa Cristiana Saporosi


